Cosa c’è di nuovo…

CITTADINANZA PER CONCESSIONE SOVRANA

L’inquilino del Viminale di solito attento a tutto ciò che ha rilevanza mediatica questa volta ha toppato. Poi si è accorto dell’errore e a cercato di rimediare ricorrendo alla grazia sovrana del signore medievale, concedendo, elargendo un diritto: quello della cittadinanza, conquista indiscutibile della Rivoluzione francese. L’elargizione anzitempo della cittadinanza a due ragazzi nati in Italia, perfettamente integrati nella cultura e nella vita sociale del paese ha lasciato gli interessati sostanzialmente sconcertati. Col tempo approfondiranno la riflessione sul diniego della cittadinanza opposto alle loro famiglie che peraltro hanno dimostrato compostezza e grande dignità a fronte di una stampa becera con la coda di paglia che ha razzisticamente esaltato le origini non italiane delle famiglie dei due dimenticandosi degli altri compagni, loro si che insieme alla bidella e all’insegnante si sono comportati e sentiti comunità. Che paese di merda, questo paese dove per essere cittadino devi fare l’eroe, dove un diritto viene dato per meriti speciali dal benevolo odioso sovrano il quale pensa così perversamente di disporre di questo potere tanto che i diritti li può anche togliere e a rafforzare il personalismo del suo ruolo dice di considerare i due ragazzi propri figli. Così ecco svelato l’inganno in cambio della cittadinanza i ragazzi di Crema dovrebbero accettare il felpaiolo come padre: se così fosse non ci
sarebbero limiti allo schifo e alla vergogna, loro che i genitori li hanno già, onesti, simpatici, intelligenti, brave persone; il che non può dirsi di colui che si propone come padre putativo!
Che pena poi l’altro vice-premier che dichiara di averci messo una buona parola per indurre il riottoso felpaiolo a ritornare sui suoi passi: cosa si fa per mettere il cappello sugli umori dell’opinione pubblica! Una vera, palese, plateale dimostrazione di insulsaggine! La sinistra da parte sua invece di riflettere sui propri errori e sulle proprie paure fa finta di rilanciare ora il dibattito sul cosiddetto Ius Soli, dimenticando di averlo volutamente affossato e di essere complice di una politica sull’immigrazione che sta distruggendo quanto di positivo si era fatto per promuovere l’integrazione, per consentire alle donne e agli uomini immigrati di conseguire quella presa di coscienza che le famiglie dei ragazzi hanno ampiamente dimostrato di aver acquisito. Non contenta insiste sulla specialità del comportamento dei ragazzi che loro stessi ritengono normale.
Chissà che tra qualche anno quando questa nuova generazione crescerà la società non possa essere migliore e che finalmente avremo seppellito i frutti putridi di questo razzismo montante.

SCHIAVISTI!
Un gruppo di migranti dirotta un mercantile per non ritornare nelle mani degli schiavisti libici. Per lo sceriffo al Viminale si tratta di pirati, ma la pirateria non è giuridicamente e moralmente accettabile se si tratta di ribellarsi alla schiavitù. Malta è d’accordo. Con le scelte dei governi europei si torna indietro rispetto allo Slave Trad e Act, entrato in vigore dal 1o gennaio 1808, che abolì la schiavitù e si disdetta anche la Dichiarazione contro la tratta dei negri allegata all’atto finale del Congresso di Vienna del 1814. Il primo paese a proibire la tratta degli schiavi fu la Repubblica di Venezia nel 960, emanando la compromissione del XXII Doge Pietro IV Candiano, con buona pace delle origini venete della Lega, a riprova della degenerazione progressiva dei veneti. Ora si torna indietro, a opera di un’Europa che vorrebbe essere sovranista e custode dei valori del continente e riesce a essere solo schiavista.
Ne da il triste annunzio l’inquilino pro tempore del Viminale auto-nominatosi custode dei porti per sopperire a un Ministro delle Infrastrutture invertebrato, ma colluso.