All’inizio di quest’anno in Argentina, o meglio in Patagonia si stanno registrando molteplici incendi. È vero che la provincia del Chubut si sta trovando a combattere la peggior siccità a partire dal 1957, ma è anche vero che molti incendi sono di natura chiaramente dolosa.
Infatti, il fenomeno non è nuovo: sono anni che la Patagonia, parte cilena inclusa, è afflitta da incendi che distruggono migliaia di acri di terreno. La spiegazione che viene fornita dalle autorità locali a partire dal governatore Torres è che i colpevoli sono da rintracciare fra la popolazione locale, i Mapuche per protesta contro i proprietari terrieri (fra cui possiamo ricordare la famiglia Benetton) che controllano già grandi parti del territorio. Sta di fatto che in Argentina l’unica persona (di etnia Mapuche) accusata formalmente è stata alla fine assolta perché non era nemmeno presente in zona in occasione dell’incendio.
D’altra parte, ci sono testimoni oculari (incluso guardiani di parchi nazionali) che affermano di aver visto turisti israeliani accendere fuochi in zone dove sarebbe assolutamente proibito. Di fatto però nessuna segnalazione ha mai avuto seguito. L’unica eccezione, in Cile, è il caso di Rotem Singer che è stato alla fine dichiarato colpevole di aver appiccato un incendio che ha devastato 15.000 acri più di dieci anni fa.
“Condanna? 7000 dollari mai pagati ed esentato dal rimborsare la popolazione locale perché non poteva essere cosciente in anticipo dell’ammontare dei danni provocati.” Attualmente Singer lavora come uomo di affari in Israele.
Negli anni successivi il Cile ha stretto le maglie relative agli incendi boschivi. Diversa è la situazione in Argentina, dove Milei, subito dopo il suo insediamento, ha immediatamente operato un taglio dell’80% dei fondi per l’ambiente a cui dobbiamo aggiungere un’ulteriore riduzione del 26% per l’anno che è appena iniziato. A completare il quadro, il governo argentino si è recentemente liberato di un paio elicotteri usati per spegnere gli incendi scaricando acqua, con la scusa della mancanza di pezzi di ricambio. Per i curiosi, gli elicotteri sono stati un generoso regalo all’orchetto verde Zelensky. Alla fine, l’impegno di Milei nel combattere i recenti incendi è stato niente di meno che l’assemblaggio di una foto con l’intelligenza artificiale dove lo si vede salutare vigili del fuoco (pagati una miseria) davanti ad un incendio.
Nel frattempo, la popolazione locale accusa apertamente gli israeliani di essere i veri responsabili degli incendi. Da dove viene tutto questo interesse dei sionisti per la Patagonia? Da lontano, dalla fine del XIX secolo, quando il congresso sionista discuteva dei luoghi appropriati per installare il loro potere ed identificarono Palestina e Patagonia, come ipotesi preferite. Oggi sappiamo come sia andata a finire, ma ciò non toglie che la Patagonia sia rimasta nel cuore dei sionisti.
Già negli anni ’20 del secolo scorso, Julius Popper, con la scusa di cercare oro e passando per un naturalista, fece strage di indigeni con l’obiettivo di creare una provincia autonoma. Infatti l’idea di una sostituzione etnica degli indios con bianchi europei era ben vista a Buenos Aires.
Un’anteprima della politica praticata negli anni successivi e attualmente dai co-religionari di Popper, nei confronti dei palestinesi.
Venendo ai giorni nostri, costituisce un dato di fatto che la Patagonia vede un flusso continuo di soldati israeliani in licenza che evidentemente non hanno completamente abbandonato le idee iniziali, aiutati negli ultimissimi anni da un presidente argentino che ha perfino annunciato di volersi convertire all’ebraismo. Nessuna sorpresa quindi nello scoprire che il sopracitato governatore Torres, appena eletto e ancora prima di prendere servizio nel Chubut, era volato in Israele insieme al ministro argentino per la sicurezza. Quale mai può essere il motivo per la visita di un governatore di provincia?
È sufficiente venire a conoscenza di una legge recentemente promulgata da Milei in base alla quale da ora in poi, le terre devastate dal fuoco potranno essere vendute a stranieri (prima era vietato); possiamo immaginare a quali prezzi.
Qui intervengono due attori principali: da una parte gli USA con le loro corporazioni come favore in cambio del recente aiuto finanziario ricevuto da Milei; dall’altra Israele che è già molto attiva. Ci sono molteplici esempi di terreni acquistati da israeliani, e forse il caso più interessante è quello dell’azienda Mekorot, esperta in rubare acqua per decenni ai Palestinesi, che grazie ad una privatizzazione si dovrebbe occuparsi dell’acqua in Patagonia: il controllo dell’acqua è sempre più un problema strategico. Tutto questo mentre si urla ai quattro venti che è tutta colpa dei Mapuche che vogliono distruggere la propria terra.
Antonio Politi