DA UNA LETTERA DI UNA GIUDICE AL PADRE GIURISTA SUL REFERENDUM

Caro papà,
indipendentemente da cosa ne pensi io, ho sentito voci di costituzionalisti e
comunque giuristi ai quali non mi posso minimamente paragonare, che denunciano il
metodo con cui si è arrivati a questa riforma costituzionale: innanzitutto per la sua
iniziativa governativa e poi per l’iter parlamentare che, anche e non solo per la rapidità che gli è stata impressa, non ha consentito un reale dibattito in Parlamento sui temi coinvolti, ma così facendo ha espropriato anche il ‘popolo’ (preferisco questa espressione a quella di ‘opinione pubblica ‘ troppo manipolata) del tempo e degli argomenti necessari per potersi formare un‘opinione consapevole su un tema così fondamentale … … poi che una riforma costituzionale possa passare col solo voto della maggioranza parlamentare che sostiene il governo, eletta sulla base di una legge maggioritaria, mi pare preoccupante … anche perché il fine ultimo di questa riforma, attraverso l’alta corte disciplinare, è proprio quello di assicurare che la tutela giurisdizionale dei diritti non venga esercitata dai giudici in contrasto con i fini della maggioranza di governo …
Certamente la riforma non assicura un migliore funzionamento della giustizia … tema a
cui tu hai dedicato l’intera vita .. assicura, consentendo che il p. m. venga messo sotto il
controllo dell‘esecutivo, un minore controllo del giudice penale sui reati commessi dai
politici .. ma allora era meglio reinserire l’immunità parlamentare .. se non siamo una
democrazia sufficientemente matura da poterci consentire un vero stato di diritto ..
Ma l’aspetto più grave, secondo me, non è tanto questo, quanto quello della diminuzione che ne scaturirà in tema di tutela dei diritti, anche costituzionalmente garantiti, dei cittadini, tutela che, se non gradita alla maggioranza di turno, potrà subire sanzioni disciplinari …!!
Questa riforma si colloca in un contesto più ampio in cui nell’ambito delle democrazie evolute non si tocca con le riforme la prima parte delle Costituzioni, lasciando sulla carta i diritti fondamentali, ma si toglie l’indipendenza ai giudici, così da eliminarne la tutela effettiva …
La separazione delle carriere è uno specchietto per le allodole … già c’è. Rinforzarla ulteriormente non necessitava di una riforma costituzionale.
Il problema è il doppio CSM, con i magistrati nominati a sorteggio !!!! che indebolirà l’autonomia sia dei p. m. che dei giudici …l’introduzione del sorteggio in Costituzione per la formazione di un organo previsto dalla stessa: un grande attentato al principio di rappresentatività che sta alla base della democrazia: rimedio peggiore del male delle correnti, che espone i sorteggiati a pressioni di tutti i tipi … uno scenario inimmaginabile.
Perché non eleggere anche il Parlamento per sorteggio allora ?
Il sorteggio nega qualsiasi aggregazione di base che si fondi su valori condivisi … e che attraverso il meccanismo rappresentativo porti quei valori a guida delle scelte che compete assumere all‘organo eletto. Le correnti erano, avrebbero dovuto essere, in parte sono ancora questo …
Il sorteggio espone a condizionamenti esterni di qualsiasi tipo .. l’appartenenza a una corrente non incide sui processi: certo incide sull’interpretazione della legge il bagaglio di valori di cui ciascun giudice è portatore: ma questo è insito nel fatto del potere diffuso. E poi c’è la Cassazione che riporta a unità il tutto con cinque giudici che devono trovare la mediazione e il punto di bilanciamento conforme a Costituzione.
La non separazione delle carriere non aveva alcuna influenza sull’esito dei processi … ne è prova l’altissimo numero di assoluzioni … anzi garantiva un po’ di cultura della giurisdizione al p. m. che, con la separazione delle carriere e i CSM separati, non potrà che diventare un super poliziotto …
La conseguenza di questa riforma per i cittadini sarà lo svuotamento della tutela dei diritti costituzionalmente garantiti. I giudici è meglio che appartengano alle correnti che ai partiti politici … e non si può negare ai giudici il diritto di far parte di formazioni sociali .. perché le formazioni sociali nel sogno del nostro costituente servono non solo alla realizzazione dell’individuo, ma anche al bene comune.
Questo. papà, quello che penso, sulla base di quello che mi hai insegnato tu, e di quello che ho sperimentato in questi 24 anni in magistratura.

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