Cosa c’è di nuovo…

Notiziario clericale
Il Parlamento italiano ha approvato la Legge con la quale equipara le condizioni giuridiche dei figli nati fuori dal matrimonio (e quindi anche degli adottati) a quella dei figli nati in costanza di matrimonio. “L’Avvenire”, giornale della Conferenza Episcopale italiana, ossessionato dall’idea delle copule al di fuori del matrimonio, mette in guardia contro il riconoscimento dei diritti a favore dei figli nati al di fuori di un matrimonio perché potrebbero essere frutto di un incesto e riporta gli sforzi inutili della componente cattolica molto presente tra i parlamentari per evitare questa eventualità.
Evidentemente in questi ambienti l’incesto deve essere molto di moda, al punto da assimilare ogni rapporto fuori dal matrimonio a quelli incestuosi. Chissà che dopo la campagna contro i preti pedofili non ci tocchi fare anche quella contro i preti incestuosi.
Il riconoscimento dei diritti dei figli adottati costituisce una delle pochissime cose buone fatte dai parlamentari nominati in questa Legislatura, i quali hanno finalmente posto fine a una discriminazione sempre più diffusa a causa della crescita delle adozioni, ma evidentemente anche la sempre maggiore sensibilità delle famiglie nei confronti dei minori non piace negli ambienti clericali.
Preferirebbero tanti begli orfanotrofi magari gestiti da ecclesiastici e religiosi, finanziati dallo Stato, luoghi di vacanze per prelati illustri.
Potrebbero così risparmiare, evitando loro di dovere passare le vacanze negli orfanotrofi messicani gestiti dai Legionari di Cristo il cui fondatore -Marcial Maciel Degollado – è stato espulso dalla Chiesa per pedofilia o in quelli brasiliani anch’essi tristemente noti.
Inutile dire che l’attività dei Legionari di Cristo prospera e si espande nel mondo.
Il Governo della laica Italia ha presentato il ricorso contro la sentenza della CEDU sulla Legge 40 sostenendo che la Corte europea non avrebbe potuto pronunciarsi non essendo stati esperiti tutti i possibili gradi di giudizio nell’ordinamento italiano.
Eppure in questo caso può trattarsi di figli concepiti nell’ambito di un regolare matrimonio, magari anche religioso. Vi è qualche contraddizione in ambito ecclesiastico sul sostegno a tutti i costi della vita, i diritti della donna e i diritti dei coniugi di verificare l’inesistenza di malattie comunque invalidanti nel feto. Il combinato disposto dei due articoli sembra essere: il figlio frutto di un rapporto incestuoso può nascere, ma essendo frutto del peccato va privato di ogni diritto; quello malformato deve nascere per forza. Ma cosa avranno fatto i bambini ai preti tanto da essere al tempo stesso così
odiati e oggetto del desiderio?
L’IMU e la casa del prete. Nessuno dice che la casa del prete come tutti i locali pertinenti a una chiesa, compreso il garage per l’auto del prete, eventuali sale parrocchiali, locali usati per attività commerciali ecc., non pagavano l’ICI e non pagheranno l’IMU. Evidentemente la casa del prete è sacra., quella dei poveri, ma proprietari di case, anche minuscole e anguste, è oggetto della rapina dell’ingordo Monti in base al principio sempre ribadito da Petrolini che diceva: i poveri hanno poco ma sono tanti
Il Ministro Puzza….. (leggi Profumo), ha deciso che pecunia olet e perciò non vuole l’IMU dalle scuole paritarie. Sarà che questi soldi dovrebbero provenire dalle tasse di enti ecclesiastici cattolici e quindi l’odore che emanano è così disgustoso da essere inaccettabile perfino da uno Stato in crisi finanziaria cronica.
Il Ministro per tenere fede al suo nome preferisce che a pagare siano i proprietari di una
casupola, benché misera ma onesta, non inquinata dall’abito talare.
In fondo è un tecnico laico e al Profumo ci tiene!