Cosa c’è di nuovo…

una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo la legge
Fabrizio De Andrè, Sogno numero 2

Il DdL sulle “Intercettazioni” (in realtà aggeggio giuridico davvero simile alle leggi del 1925. quelle fascistissime) è passato (e chi poteva dubitarne?) al Senato e si appresta a varcare le soglie della Camera.
Dunque, nell’Italia del brevetto fascista (regolarmente registrato e su cui paghiamo ancora i diritti d’autore, mai scaduti) ha preso ormai forma e corpo quello che può essere considerato un mattone fondamentale nella costruzione di una forma di sistema politico davvero altro rispetto a quanto, pur con tutti i suoi insopportabili vizi, abbiamo finora conosciuto.
Anche la forma, dunque si adegua alla realtà di un regime, nel vero e proprio senso della parola. Il dualismo dello stato liberale (i cui panegirici sono da decenni, ormai, sulla bocca di tutti) si riassembla in una stringente unità.
All’oppressione reale ora coincide anche quella legale. Non è cosa da poco, perché, pur nella diseguaglianza dello stato liberale (quello originario, i cui fautori si rivolteranno certo nella tomba vedendo quale uso viene fatto del loro pensiero), esso permetteva qualche possibilità di movimento e, certo, quello dell’informazione era uno dei capisaldi sui quali si reggeva.
Adesso le parti si uniscono e viene da sorridere (o da piangere) al pensiero che, nel frattempo, in insospettabili luoghi della sinistra italiana, si discuta sulle prime pagine, se Saviano sia di sinistra o meno.
Ma, temiamo che presto per ridere ci sarà davvero poco spazio.