Cosa c’è di nuovo…

Un principino per il regno di Arcore di Dario Vergassola da “il venerdì di Repubblica”, 14 febbraio 2014

C’era una volta il Regno di Arcore, il cui sovrano era Silvio Primo. Che, quando nasceva un figlio maschio, aveva l’abitudine di chiamarlo Pier qualcosa. Un bel giorno, ne nacque anche uno che Silvio battezzò Pier Matteo. Il neonato, però, disgraziatamente fu rapito
nella culla da un gruppo di comunisti arrivati dal Gran Ducato di Toscana. La cui intenzione
era quello di mangiarselo, come da tradizione bolscevica, alla Festa nazionale dell’Unità che si svolgeva a Firenze. Per sua fortuna, il lattante ancora in fasce fu sottratto nottetempo ai comunisti da una famiglia democristiana, che lo accudì e lo crebbe finché non diventò grande.
Un giorno, Pier Matteo, divenuto nel frattempo, per ironia della sorte, proprio il capo dei
nemici del Regno di Arcore, incontrò suo padre. I due si guardarono, si riconobbero, e
finalmente Silvio Primo poté di nuovo stringere a sé Pier Matteo. In un abbraccio mortale… Ma non è tutto. Di lì a poco, rispuntò pure un altro figliol prodigo: un certo Pier Ferdinando.