IL GOVERNO DEL DRAGO ovvero Dell’incontro di Draghi con il supremo

L’incontro è stato, ovviamente, a porte chiuse e a quanto si sa Draghi non
registra i suoi colloqui e tanto meno è disponibile a diffonderlo in striming (quanto
sono lontani quei tempi!) ma, visti i risultati, è possibile ricostruirne i contenuti
Draghi deve aver spiegato il progetto capitalistico di “economia verde”, che
noi preferiamo chiamare di “economia neocurtenze”, perché questa definizione ci
sembra definisca meglio il modello che è ben più complesso. Ed è proprio questa
complessità che non deve essere stata colta dall’illuminato Grillo, forse perché è ben
poco illuminista,non è senz’altro non conoscitore del materialismo storico e
dell’economia capitalistica, almeno per ciò che attiene le caratteristiche peculiari dei
diversi modelli. Ne possiede scampoli e, sotto la spinta della contingenza politica e
del disastro del movimento politico che ha voluto e costruito, ha cercato di cogliere
alcune parole chiave, che, come è suo solito, ha utilizzato come strumentali a
rassicurarsi: non si spiega altrimenti la dichiarazione che “ Draghi è uno di noi”.
Scomparso Casaleggio padre, che aveva un po3 di anticorpi verso il
trasformismo capitalistico e qualche conoscenza, almeno dal punto di vista
sociologico delle sue evoluzioni delle sue dinamiche di dominio, l’illuminato è al
buio. e quindi si muove a tendoni alla ricerca di un ancoraggio. L’ha trovato in
Giuseppe Conte, l’allievo prediletto del cardinal Silvestrini . colui che ha diretto,
commissionato e voluto la formazione del nuovo democristiano perfetto che avrebbe
dovuto incarnare il prototipo del nuovo democristiano in politica, mandato nel
mondo alla conquista di un partito, di una moltitudine, di un gregge.
Che avrebbe trovato quel che cercava era sociologicamente sicuro perché la
società italiana, disgustata da una sinistra inesistente, vessata da un partito come il
PD fatto di scampoli di cultura democristiana e pseudo comunista, costituiva la
prateria ideale nella quale avventurarsi: prima o poi Giuseppe avrebbe incontrato il
popolo vagante che, orfano della DC e di quello che fu il partito della destra dello schieramento di sinistra del paese, vaga alla ricerca di un nuovo vate.
Complice la Pandemia (i disegni della Provvidenza |) Giuseppe Conte, trovatosi al posto giusto, è riuscito ad esprimere quel tanto di buon senso, schiettezza, ragionevolezza, paternalismo che mancavano da tempo alla politica e a capitalizzare un largo consenso: del resto aveva studiato per imparare a fare tutto questo e aveva avuto come maestro il meglio della diplomazia e della politica vaticana. A questo punto bisognava infeudare il gregge 5stelle al pastore, ed è questo il lavoro in corso: il ritorno al potere può aspettare!
Come spesso è successo in Italia. ora tocca ai tecnici che dovranno gestire la fase di ristrutturazione capitalistica per poi consegnare il paese in gestione ai politici, certi che quando ci sarà da incassare saranno richiamati. Ma non si tratta di un’operazione indolore: costerà lacrime e sangue e seminerà ben più dei 100.000 morti della pandemia. Quel che è peggio è che molti non moriranno, ma vivranno schiavi dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo (e sulla donna), vittime di un sistema sociale iniquo che riconosce un salario “giusto, ma parco” come ebbe a dire Leone XIII nella “De Rerum Novarum”, perché in fondo uno dei tratti comuni dei “tecnici” è che sono nella maggior parte di cultura e provenienza cattolica, temperata da una visione di capitalismo trionfante.
A dimostrazione del fatto che pur non essendo e non volendo essere degli illuminati, noi comunisti anarchici continuiamo ad avere un’ottima vista e quanto meno a capire cosa sta succedendo abbiamo pensato intanto di mettere a punto alcune schede identitarie degli appartenenti al nuovo Governo, consapevoli che il vero problema è che fare!
Una risposta richiede un’elaborazione collettiva che occorre fare partendo dai dati.

La Redazione