Per un sistema sanitario globale

La globalizzazione ha reso evidente l’interconnessione di tutti i paesi del mondo e l’importanza di affrontare pericoli comuni come le pandemie. Recentemente Merkel e Macron assieme a Danimarca, Belgio, Polonia, Spagna hanno segnalato alla Commissione Europea la possibilità di una nuova ondata di pandemia e l’inadeguatezza del sistema europea sanitario raccomantando di costruirne uno capace di dare risposte comuni al problema. In Italia e in Europa ci siamo confrontati quotidianamente con i dati del contagio, le terapie intensive e, purtroppo, i decessi, e ci siamo dovuti convincere della necessità di disporre di un sistema sanitario efficiente ed efficace a livello globale.
Perciò abbiamo cercato di mettere in evidenza le conseguenze del taglio degli investimenti nel settore sanitario, una delle scelte del sistema delle politiche di austerity, e nel contempo ci siamo chiesti perché, per esempio, in Germania ci fossero meno casi di contagio e meno morti fra i contagiati.

La sanità è una cosa seria: riguarda tutti.

Abbiamo avuto modo di constatare che la Germania ha un servizio sanitario in gran parte pubblico con una diffusione territoriale molto capillare. Il privato che opera nella sanità non può scegliere i tipi di malattia da seguire (es. oncologia più redditizie); si deve fare ricerca a tutto tondo e la redditività dei servizi prestati è del 7%. In Italia il profitto si oscilla tra il 10 e il 15%. Confrontando i vari sistemi sanitari nazionali ci è sembrato di capire che quello italiano presentava delle discrasie e che quello lombardo, affidato in gran parte a grandi ospedali e sanità privata, aveva ed ha delle “falle” costituite dalla carenza di un servizio sanitario diffuso sul territorio. Estendendo il confronto alla Francia notiamo che il paese si è dotato di un servizio sanitario misto; la sanità pubblica copre circa il 70/75% del costo quindi un cittadino deve avere una assicurazione privata che generalmente copre la differenza. La Spagna invece ha un servizio sanitario praticamente solo pubblico e diffuso sul territorio. Questi sono paesi europei che comunque hanno dovuto fronteggiare il contagio, anche pesantemente, con servizi sanitari, diciamo accettabili.
Spingendo l’analisi oltre oceano rileviamo che negli Stati Uniti il sistema sanitario pubblico è praticamente assente; “funziona” solo il sistema sanitario privato. Più paghi d’assicurazione più hai, anche se le assicurazioni non sempre pagano, disponendo di staff di avvocati che le proteggono dalle richieste dei clienti. Se paghi il minimo hai il
minimo che in questa situazione non basta assolutamente. Le vittime infatti sono tante e non tendono a diminuire.
L’assistenza sanitaria nazionale è del resto uno dei servizi fondamentali che ogni governo dovrebbe fornire ai suoi cittadini, oltre che uno dei fattori da considerare anche per un ordinato funzionamento dell’economia.
Tra le 196 nazioni della Terra, circa la metà dispone di un servizio sanitario di qualità adeguata, Questi sono i paesi in cui la sanità è gratuita e quando ci si ammala si ha la certezza di non essere abbandonati a se stessi. Se invece si fa parte della popolazione dell’altra metà dei paesi del mondo, si ha altrettanta certezza di essere in un luogo in cui lo
Stato non riuscirà a garantire un servizio sanitario neppure sufficiente. Un gran numero di paesi non prevede l’accesso alla copertura sanitaria come diritto e, quando ci si ammala, bisogna pagare di tasca propria le cure mediche.
In Italia, Svezia e Regno Unito predomina la sanità pubblica, tra le migliori al mondo. In Svezia, grazie al suo sistema di welfare, l’assistenza sanitaria di emergenza è finanziata dal Governo e il paziente deve pagare tra i 35 e i 45 dollari per la visita in ospedale, se è assicurato gli verrà rimborsata anche questa somma. Anche nel Regno Unito le cure
mediche non hanno nessun costo, perché la sanità è finanziata dai contribuenti attraverso un’apposita tassa, anche se le aziende possono offrire un’assicurazione privata. Tuttavia il sistema sanitario pubblico è stato fortemente messo in crisi dalle politiche di austerità e da indicazioni dissennate in occasione della recente pandemia, In Germania la polizza
assicurativa è di importo proporzionale al reddito, viene pagata metà dal datore di lavoro e dal dipendente, e viene sottratta dallo stipendio. Lo stesso avviene nei Paesi Bassi e in Svizzera, dove la polizza assicurativa di base è obbligatoria.
In Asia e negli Stati Uniti senza assicurazioni i costi privati sono elevatissimi: la nazione con la maggiore spesa sanitaria è gli Stati Uniti, uno dei paesi con sanità privata più grandi al mondo. Qui l’assicurazione è imprescindibile visti i costi altissimi.

Il sistema sanitario come fattore economico di crescita

Avere accesso all’assistenza sanitaria è un diritto umano fondamentale. La mancanza di un’assistenza sanitaria di qualità può comportare una scarsa qualità della vita e una minore aspettativa di vita rispetto ai paesi con un sistema sanitario stabile e accessibile. La migliore sanità è quella in cui l’accesso alle cure è garantito a tutti e dove vige
un’assistenza eccellente sia dal punto di vista delle strutture che della formazione e delle capacità di medici e infermieri.
Un utile strumento per valutare efficacia e efficienza dell’assistenza sanitaria è fare riferimento all’aspettativa di vita: dove essa risulta decisamente più alta (si vive di più) e le persone raggiungono una qualità di vita superiore (si vive meglio) vuol dire che il sistema funziona.
Oggi il problema non è quello di individuare il servizio sanitario migliore, ma verificare che esso sia compatibile con le esigenze di sicurezza sociale complessiva dei cittadini per ciò che riguarda la salute, Da questo punto di vista, mentre nei paesi U. E. tale obiettivo sembra assicurato negli Stati Uniti l’aspettativa di vita negli Stati Uniti è di 78,6 anni
al momento della nascita, a 75,2 anni. Obesità, incidenti stradali, mortalità infantile, malattie cardiache e polmonari, infezioni a trasmissione sessuale, gravidanze adolescenziali, sono tra i più alti al mondo e rappresentano i punti di crisi del sistema sanitario che peraltro il più costoso e peggiore per le prestazione in termini di accesso di salute, l’efficienza e l’equità. Coloro che vivono negli Stati Uniti hanno problemi di accesso all’assistenza sanitaria. Sono più di 27 milioni il numero di persone senza assicurazione sanitaria di copertura. La mancanza di assicurazione sanitaria è associata ad un
aumento della mortalità, Studi condotti dalla Gallup hanno stimato in circa sessantamila le morti evitabili in un anno Uno studio condotto presso la Harvard Medical School di Cambridge Health Alliance ha mostrato che circa 45.000 decessi annuali sono associati ad una mancanza di assicurazione sanitaria del paziente. Lo studio ha anche riscontrato che i non assicurati hanno un rischio di mortalità di circa il 40% in più rispetto agli assicurati privatamente. No è dunque un caso l’alto numero di morti per effetto della pandemia (più di 130mila e destinati a aumentare: Con tutti i suoi limiti la riforma
sanitaria voluta da Obama aveva un obiettivo economico oltre che sociale e ciò è quello che Trump non ha volutamente capito, facendo di tutto per smantellarla.
Queste scelte contribuiscono a collocare gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio rispetto ai suoi concorrenti internazionali, in particolare, oltre all’Europa alla Cina che gode di un sistema sanitario pubblico che benché relativamente giovane cresce nelle sue capacità di rispondere ai bisogni della popolazione anche se comincia a sentire il
peso dell’assistenza alla popolazione anziana. Gli Stati Uniti sono inoltre in netto svantaggio ristretto a sistemi sanitari come quello della Corea del Sud, del Giappone e di Taiwan che forniscono ai propri cittadini una copertura sanitaria efficiente e garantiscono durata e qualità della vita.
Un esame attento meritano i sistemi sanitari in America Latina in Africa e nel resto del mondo ma è un’analisi che ci riserviamo di svolgere su una dei prossimi numeri della newsletter.