Il caso Cuba

Un caso a parte – che merita attenzione – è rappresentato dal sistema sanitario cubano. La sanità cubana, infatti, rientra tra le migliori al mondo. Nonostante il governo di Cuba non sia propriamente uno degli esempi migliori in fatto di welfare, anche a causa dell’embargo imposto al paese dagli U. S., per quanto riguarda la cura e la prevenzione, Cuba ha
predisposto un servizio tra i migliori del mondo. Il governo cubano investe molto sulla prevenzione e, da anni, fa in modo che i suoi cittadini siano ben informati per quello che riguarda la cura della persona, la dieta alimentare adeguata e i modi per mantenere una buona igiene. Anche i medici cubani sono tra i migliori al mondo e l’OMS considera il sistema sanitario cubano un esempio per tutti i paesi del mondo. Grazie alla medicina preventiva, infatti, sono stati ottenuti dei risultati eccezionali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità, il mondo intero dovrebbe seguirne l’esempio e sostituire ad un sistema curativo, inefficace e più costoso, un sistema di tipo preventivo.
Lo Stato offre copertura sanitaria ad ogni singolo cittadino, il numero di medici per abitante è fra i più alti del mondo; la copertura territoriale è fitta; la mortalità infantile, minima; l’assistenza agli anziani, capillare. La medicina cubana e tende a prevenire e non solo a curare. Il personale medico viene formato nella Escuela Latinoamericana de Medicina (ELAM) che accoglie studenti da tutto il mondo.
Nei primi anni del Duemila, è stata creata la Brigata Henry Reeve il cui nome completo è Contingente Internazionale di Medici Specializzati in Situazioni di Disastri e Gravi Epidemie. Alla Brigata non sono mancate occasioni di prestare la propria opera di soccorso come nel terribile terremoto del Pakistan, ad Haiti, all’Angola al Cile del terremoto di magnitudine 8,8 della scala Richter del 2010 che ha devastato il centro-sud di quel paese, all’epidemia di Evola in Africa dove la brigata medica cubana si è distinta per competenza e specializzazione.
L’epidemia di Coronavirus ha messo in movimento venticinque brigate Henry Reeve in molti paesi del mondo tra cui l’Italia dove stanno operando due gruppi di medici e infermieri del contingente. Date le difficile e sospettose relazioni che molti paesi del mondo mantengono con Cuba si verifica il paradosso che spesso i paesi che richiedono l’aiuto della brigata non riconoscono il titolo di studio rilasciato dalle Università cubane. A Cuba la professione medica è pensata al servizio della popolazione, ha un approccio di medicina preventiva, conta su istituti di ricerca sanitaria di altissima specializzazione e –soprattutto- sa che il medico va dove c’è bisogno di lui e vi resta fino a quando c’è bisogno di lui.
Enrico Paganini