Finanziamenti alla Chiesa cattolica

Il decreto Rilancio assegna ben 150 milioni agli istituti paritari la gran parte dei quali appartiene ed è gestita dalla Chiesa cattolica. Le scuole private cattoliche da sole ricevono annualmente 430 milioni dallo Stato e 500 milioni dalle amministrazioni locali. Queste scuole, generalmente di scarsa qualità hanno un progetto educativo che, facendo riferimento alla dottrina cattolica, procedono per proprio conto alla scelta degli insegnanti dei quali è conculcata la libertà scientifica e didattica prova ne sia che possono essere “legittimamente” licenziati dall’ente gestore se operano in conflitto con l’ideologia cattolica. In buona sostanza costoro non sono veri insegnanti ma ripetitori essendo loro negate le garanzie alla libertà di insegnamento e di pensiero previste dall’art. 33 della costituzione, Ovviamente anche i genitori-clienti devono sottoscrivere al momento della domanda di iscrizione il progetto educativo.                                                                                                 Da vent’anni, dal varo della scellerata legge 62/2000 sulla parità scolastica, ai contribuenti tocca finanziare le scuole private cattoliche perché inserite a pieno titolo in un sistema scolastico che si definisce integrato per il patto di comprendere sia le scuole pubbliche che private perpetuando l’esistenza di scuole che di pubblico, ha solo i tanti finanziamenti. Va detto inoltre che accanto ai finanziamenti diretti vi sono quelli che passano per il tramite delle leggi regionali sul diritto allo studio che prevedono i buoni scuola per le famiglie che utilizzano le scuole private le quali pur svolgendo un’attività economica di impresa hanno cercato di non pagare l’IMU sugli immobili utilizzati, tentativo interrotto da sentenze della Cassazione che tuttavia non hanno portato al recupero delle somme già evase.                È da notare che oltre al miliardo suddetto la Chiesa cattolica riceve dal diabolico meccanismo dell’8 per mille più di un miliardo di euro all’anno, sfruttando il meccanismo delle “quote non espresse”, ovvero quella parte di risorse della fiscalità generale non destinate ad alcuno dai contribuenti. Tuttavia nulla di queste somme destina alla scuola cattolica.                                                                                                                                 Ma in questo disgraziato anno fiscale c’è una novità purtroppo conosciuta da pochi Su proposta e per iniziativa della UAAR (unione Atei Agnostici e Razionalisti) è stata apportata una modifica al meccanismo dell8 per mille nella parte in cui si parla della possibilità di destinarne l’importo allo Stato.                                                                                               Fino ad ora non vi era alcun vincolo riguardante tali somme; il Governo D’Alema li utilizzo per pagarci le bombe intelligenti che scaricò su Belgrado (avrebbero dovuto colpire selettivamente i cattivi!) vi fu poi il comune natio di Emanuela Arcuri che li utilizzo per erigerle una statua sul lungomare ecc. Per evitare tutto questo hanno finito per destinare queste risorse a qualche culto come la Chiesa Valdese che indicano le iniziative alle quali le risorse saranno destinate.                                                                                                 Ora anche per somme destinate allo Stato sarà possibile indicare la destinazione e tra queste il finanziamento del restauro o costruzione di edifici scolastici.                      Decisamente un’utilizzazione apprezzabile.