Carità pelosa: la regolarizzazione dei migranti.

La crisi covid con la chiusura delle frontiere ha interrotto i flussi lavoratori che alimentavano l’emigrazione stagionale dai paesi dell’Est facendo venir meno le risorse umane necessarie soprattutto al mercato e alla produzione agricola che non si è fermata durante la crisi, ma che anzi ha avuto bisogno di risorse umane con il risultato che molti raccolti sono andati perduti per insufficienza di manodopera necessaria ad accudirli. A sopperire sono stati chiamati di fatto i lavoratori clandestini e a nero, gli irregolari del mercato del lavoro, lasciati vivere in condizioni inumane e sottoposti al continuo ricatto del caporalato e preda della pandemia. Questa situazione ha fatto dei loro alloggi di fortuna un possibile bacino di infezione sul quale è urgente intervenire. Del problema si è fatta interprete la Ministra dell’agricoltura Bellanova che ha proposto un intervento di regolarizzazione temporanea di braccianti, colf e badanti.

Gli elementi strutturali del problema

La presenza nel paese di questa categoria di lavoratori è una conseguenza della gestione criminale del problema migratorio. L’indefessa e costante opera di smantellamento del sistema dell’accoglienza migranti da parte dell’ex Ministro
dell’interno Salvini ha ridotto in clandestinità quanti si sono trovati ad emigrare in Italia per motivi politici, umanitari e economici, facendone dei clandestini strutturali e costringendoli a vivere di espedienti oppure a buttarsi nelle braccia di caporali, mediatori e schiavisti, procacciatori di forza lavoro per l’agricoltura, quando non per l’allevamento e in genere tutte le attività manuali svolte a prezzi da fame, quando non nelle fauci del potere criminale. Salario ridotto e incerto, abitazioni fatiscenti quando non inesistenti, condizioni igienico sanitarie disastrose, ricatto costante e minaccia di arresti, respingimento costante nell’illegalità..
La crisi sanitaria ha provocato la contrazione del mercato del lavoro per cui una parte dei padroni che utilizzano questa manodopera si è reso conto di dover creare condizioni minime di sopravvivenza che per essere realizzate necessitano della concessione di un permesso di soggiorno almeno temporaneo che consenta di ridurre quantomeno i costi della prevenzione sanitaria, caricandone l’onere sul servizio sanitario nazionale Questa posizione non è tuttavia condivisa da quella parte del padronato che ha nella Lega lo sponsor-gestore del racket della clandestinità e il sostegno di una parte dell’elettorato 5 Stelle delle regioni del Sud, in particolare nell’agro campano e nella provincia di Avellino e dintorni, altrettanto razzisti degli ex soci di governo. Si tratta soprattutto di soggetti convinti che il mantenimento della clandestinità consenta loro una migliore e più economica e controllata gestione di questo mercato clandestino di manodopera. Da qui scaturiscono le resistenze alla proposta Bellanova che rientra tra le cosiddette “cose di sinistra” che anche il partito-yogurt dell’ex presidente del consiglio in calo costante di consensi, a volte, sfodera

Mercato del lavoro legale e illegale

L’economia italiana si reggeva prima della crisi è ancora oggi su di un mercato del lavoro nettamente segmentato che accanto ad una fascia di lavoratori garantiti, ne ha una amplissima di lavoratori assolutamente privi di ogni protezione sia a livello salariale che di diritti e infinite altre a tutele decrescenti, a seconda dell’età, del genere e dei settori nei quali vengono utilizzati, con forte penalizzazione della componente femminile. Anche in questo caso i dati fatti emergere dal covid e dalla necessità di sostenere i lavoratori incapienti ha fatto emergere quanto ampia fosse la platea dei non garantiti, prova ne sia che si è discusso della necessità di introdurre un reddito di emergenza da corrispondere ai soggetti totalmente privi di ogni tutela.
Inoltre la crisi sanitaria ha posto momentaneamente la sordina a crisi occupazionali drammatiche alle quali se ne aggiungeranno delle altre, in parte giustificate dai profondi dissesti intervenuti nella struttura produttiva, ma in parte artatamente utilizzati per fare cassa e poi scappare con il maltolto. Nessuna garanzia sembra esservi ad oggi infatti che i finanziamenti erogati serviranno effettivamente per il rilancio dell’economia, il risanamento delle aziende, la tutela dell’occupazione.
É proprio partendo da queste riflessioni che scaturisce la necessità di un mercato del lavoro ordinato, nel quale vigono regole condivise e perciò l’eliminazione del mercato clandestino del lavoro diventa una priorità di ordine pubblico, economica e di civiltà.

Colf e Badanti

Un problema in parte diverso è costituito da conf e badanti che sarebbero anch’esse destinatarie di un permesso di soggiorno che per i 5 stelle dovrebbe essere di un mese e per la Bellanova di 6. Si tratta in questo caso di assicurare la presenza di un aiuto alle famiglie per l’attività di custodia dei figli oltre che di sostegno agli anziani non autosufficienti. Il provvedimento dovrebbe inoltre far fronte all’impossibilità di utilizzare le cosiddette residenze protette che hanno dato una pessima prova di sé. La durata ipotizzata del provvedimento è in ogni caso insufficiente ad assicurare il servizio ed è motivata dal fatto che si teme che l’insieme di questi provvedimenti apra la strada a una sanatoria generalizzata, peraltro già fatta dalla destra al governo all’epoca della gestione Maroni del ministero degli interni.
La verità è che nessuna politica securitaria relativa all’ordine pubblico e di prevenzione epidemica e sanitaria può essere attuata operando su un periodo di tempo così breve e dai contorni incerti, tanto più che ragioni di ordine pubblico ed economiche impongono una soluzione di più lungo periodo che sopperisca alle necessità strutturali del mercato del lavoro.
La strategia di 5 Stelle e Lega è quella di convergere su un provvedimento il più breve possibile nella speranza di riaprire la migrazione stagionale con i paesi dell’ U. E. non tenendo conto che paesi come la Germania hanno già attinto a questo serbatoio ma con ben altri sistemi come ad esempio quello di organizzare attraverso un ponte aereo, ad esempio con la Romania, il trasferimento di lavoratori stagionali posti in quarantena prima della loro immissione sul mercato del lavoro.
È anche su provvedimenti di questo genere – piaccia o non piaccia a 5 Stelle e Lega – che si gioca la possibilità della ripresa e un po’ di imprenditori comincia a capirlo.
Gianni Cimbalo