ARRANGIATEVI

In seguito alla debacle della destra economica/sinistra “gaudente “(ovvero il fu “centrosinistra” e i suoi accoliti) e al trionfo della destra economica/destra puritana e poco sociale (ovvero l’accozzaglia Lega Nord “nazionalizzata” e il nulla pneumatico del M5s) la risposta che la destra/sinistra di cui sopra è la dimostrazione che se questa zeppa non muore definitivamente, ne vedremo davvero delle brutte.
Molti “compagni” stanno nuovamente abboccando (ma a questo punto non di buona fede si tratta ma del cane di Pavlov) alle sirene a raccolta del rinato PD “barricadero” (con partecipazione in seconda fila di LEU e una giusta diffidenza di PaP) con “oceaniche” manifestazioni antirazziste, mentre il Presidente della Toscana, il neo-Lenin Enrico Rossi, parla dal pulpito contro la chiusura di una importante fabbrica in quel di Figline Valdarno.
Il “Manifesto” (bontà sua) dedica un inserto ai 34.000 migranti morti nel mediterraneo, mentre a Scandicci una manifestazione dell’ANPI si oppone all’apertura della sede (poi aperta regolarmente) di Casa Pound. Eppure quel richiamo della foresta non ha impedito a Minniti (il pelato che rassicura perché “del PD” per dire, contro cui non si è messa in scena neppure una manifestazione “antirazzista”) di mettere in campo misure drastiche, non atte a riflettere sulla questione delle migrazioni ma, semplicemente, a non far più arrivare migranti in Italia. Vantandosi della riduzione drastica degli sbarchi.
Enrico Rossi parlò della Toscana come il laboratorio del jobs-act[1]1 e poi va alla manifestazione contro una situazione, in parte, aggravata proprio dal jobs-act.[2]
I 34.000 morti nel mediterraneo non li ha fatti certo Salvini, ma essi sono avvenuti in tutti questi anni di mancato interessamento da parte dell’Italia e della fu-Europa,[3] e, anzi, una delle più grandi tragedie avvenne sotto il primo governo Prodi.[4]
I fascisti furono sdoganati da Violante con la “furba” intuizione dei “ragazzi di Salò”[5] (offensiva, a parer mio, anche per chi militò nella RSI facendolo passare poco più che per un deficiente), da Veltroni e dal suo amico Mirko Tremaglia,[6] che tanto lo aveva fatto commuovere per la morte prematura del figlio. Risultato: una legge sul voto all’estero semplicemente demenziale[7], denominata, appunto “Legge Tremaglia”.
Oppure l’assurda legge sulle foibe[8], che assume il punto di vista, in quella complessa vicenda (assolutamente imparagonabile alla Shoah, sotto nessun aspetto) dei fascisti.
Potremmo ricordare le milioni di persone portate in piazza contro Berlusconi che voleva abolire l’art. 18, o gli attacchi personali alle sue amanti (degni della peggior sinistra bigotta) oppure i Consigli Comunali omologati dal PD contro la riforma della scuola?
Ebbene, l’art.18 l’ha abolito, per l’appunto il PD, la scuola è stata devastata proprio da quella compagine.
Prima l’università con il Berlinguer “cattivo” (quell’altro lo faranno santo) e poi la scuola in toto con l’adesione completa ai dettami del neoliberismo.
Dunque, di fronte a questo scenario, che ha visto la supposta (sia come participio passato che come sostantivo) sinistra (ma sia chiaro che è destra) demolire, una per una, le basi sovrastrutturali (ideologiche) e strutturali (materiali) della propria ragion d’essere, noi dovremmo nuovamente ricadere sotto il richiamo dell’attenti al “fascismo”?
Che la compagine al governo oggi sia pericolosa e antidemocratica non c’è dubbio, così come non c’è dubbio che la democrazia in questo paese sia stata picconata dalla caduta del muro in poi, con l’allegra partecipazione dei giornali della borghesia illuminata (Repubblica e Corriere) e l’instaurazione di sistemi elettorali elitari e autoritari (Maggioritario, eliminazione delle preferenze, il culto della “governabilità”, la nascita di veri e propri Podestà nei Comuni) sponsorizzati dal populismo dall’alto della triade Occhetto-Segni (!)-Scalfari.
Pur nel suo ghigno banditesco e nella sua azione politica anti operaia, su questi temi aveva ragione Craxi. Senza ombra di dubbio.
Anche su Craxi, se si ricorda, la sinistra dell’epoca non ebbe di meglio da fare che raffigurarlo come “Duce”.
L’accusa di fascismo in questo paese sembra essere diventata come la Patria di Samuel Johnson: l’ultimo rifugio delle canaglie.
Se lasciassimo fare il ventennio dove è, sarebbe molto meglio, e permetterebbe di concentrarci sulle battaglie da fare e non sulla raffigurazione caricaturale e poco seria di un periodo storico.
Il fascismo si affermò in una Italia pre-consumistica e agricola, dopo una guerra devastante e in presenza di un movimento operaio e di forze comuniste, socialiste e anarchiche di massa, potenti e capaci, contro cui si indirizzò l’azione dello squadrismo con la complicità del Regime liberale (che segnò la sua condanna a morte).
Forze di massa che furono le protagoniste, 22 anni dopo, di uno scontro finale con il fascismo e dell’affermazione della centralità della politica sociale nella Repubblica (pur se ripresa in mano, nel ‘48, da forze reazionarie seppur esse stesse di massa).
Oggi delle condizioni del fascismo non ve n’è neppure una: le masse sono state disgregate e individualizzate, il pensiero unico è diventata la bibbia anche di tutte la forze ex-sinistra. La sinistra comunista e socialista è presente in forze del tutto ininfluenti sul piano sociale. Nessun partito proclama la violenza come metodo della lotta politica. Non vi sono squadre armate e, soprattutto, il capitale, di tutto ha bisogno eccetto che di limiti alla propria capacità espansiva e sostitutiva di qualunque ideale o ideologia, ancorché di destra. E nessun capitalista serio oggi appoggerebbe, per dire, Casa Pound (con cui, non a caso, La Lega Nord ha rotto la poco felice alleanza elettorale dal 2015).
Il razzismo con il fascismo non ha affatto un legame univoco. Esso è stato presente anche e soprattutto nelle democrazie borghesi. Non c’è bisogno dell’impegnativo fascio littorio per essere razzisti.
Negli Usa lo sanno bene.
Allora, l’aspetto drammatico su cui dovremmo riflettere, invece che su queste disquisizioni che interessano minoranze attivate (e anche confuse) è quella che lo storico GianPasquale Santomassimo ha chiamato, in suo recentissimo articolo, “La sostituzione di rappresentanza”.[9]
Ovvero un cambio paradigmatico di assai difficoltosa lettura e gravido di conseguenze.
Vi sono intere parti del territorio che sono state schiacciate dalla globalizzazione (ovvero la narrazione postmoderna della tendenza universale del capitale)[10] e che hanno perso ogni contatto con forze politiche che siano in grado di orientarle verso un pensiero critico, verso la lotta sociale, o, almeno, che gli pongano delle speranze di miglioramento.
Casa Pound porta, con una schifosa strumentalizzazione, il pane agli “italiani poveri”, la sinistra neppure quello e, parafrasando un titolo di cuore gli dice “siete poveri? Cazzi vostri”.
Detto in parole povere alla sinistra/destra il popolo (ovvero quelle che erano le classi sociali di riferimento) fa schifo e questo schifo, il popolo, lo ha capito e lo ha ampiamente ricambiato.
Invece, anche nelle sinistra “estreme” (che sono oggi le socialdemocrazie di 40 anni fa, visto il costante spostVedi C. Formenti, “La Variante Populista”, Nutrimenti, 2006. amento a destra dell’asse sociale) continua a prevalere una spocchia del tutto ingiustificata, una specie di rifugio nella propria presunta superiorità, morale e culturale, che, quella sì, ricorda, una specie di “fascismo dei migliori” del tutto inutile.
Vogliamo ricordare che Marx e Bakunin furono due combattenti politici oltre che teorici?
In questo contesto anche la gestione del fenomeno migratorio pone dei grandissimi problemi sociali. Se vi fosse un uomo, direbbe Gaber, potremmo dire che non fa schifo il fatto che i migranti siano pagati 2 lire per raccogliere i pomodori, fa schifo che vi siano gli sfruttati. Tutti.
Ma questo comporterebbe un cambio di paradigma, che una volta si chiamava socialismo. Come possiamo cambiare se rimaniamo attaccati ad una Europa il cui unico fine è la “stabilità dei prezzi”, un delirio ideologico che urta contro anche la minima razionalità?
Allora è evidente che i migranti a 3 lire nei campi servono perché la GDO (tra cui anche la Coop) faccia pagare i pomodori 4 lire e si tengano i salari bassi a tutti.
Leggo che i migranti dovrebbero diventare la nuova classe proletaria da sindacalizzare con cui lottare (come negli USA del IWW). Ma dov’è oggi il soggetto, di massa, che possa fare questo?
Dove sta la stessa idea, sia negli italiani che nei migranti, di un cambiamento socialista?
I migranti, sia detto per inciso, vengono per cercare di stare meglio, non certo per mettersi “nei guai” sindacalizzandosi o protestando: sanno bene che la loro è una condizione NECESSARIAMENTE in minorità.
Ebbene il soggetto non c’è e quegli spazi sono stati occupati dall’odio sociale che viene indirizzato verso il più debole (sai che novità) e, in questo scenario, rimane solo “l’umanitarismo”, ovvero, ovviamente “salvare le vite”.
Questo è ovvio, è umano, è indispensabile, ma se c’è solo questo la politica, la riflessione razionale e ideologica sulle questioni generali, è defunta.
Allora, invece di gridare al fascismo, andando a braccetto con i propri boia (ridiventati adesso “buoni”) sarebbe opportuno riflettere sulla morte della politica, sulle nostre pesantissime responsabilità anche della situazione geopolitica internazionale (La guerra in Libia, L’intervento nel Kosovo, la destabilizzazione del medio-oriente, la Siria, il filoiraelismo ottuso.) e su una domanda che ogni tanto bisogna tornare a porsi:
“Che fare”?

Andrea Bellucci

[1] https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/15_febbraio_04/toscana-laboratorio-jobs-act-0f2faddc-ac4a-11e4-8433-d65e5dfd00e8.shtml
[2] https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/30/lavoro-la-bekaert-si-sposta-nellest-europa-318-operai-a-rischio-con-jobs-act-non-abbiamo-ammortizzatori/4460084/
[3] Bisognerà un giorno che qualcuno si legga il Manifesto di Ventotene, scritto da un anticomunista viscerale come Spinelli (che, ovviamente il PCI candidò nelle sue file come “indipendente”. Del resto la presenza di anticomunisti nel PCI è da sempre stata una sua caratteristica) per verificare davvero come esso fosse un progetto assai poco democratico e popolare.
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_della_F174
[5] http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1996/05/10/Politica/VIOLANTE-RIFLETTERE-SU-RESISTENZA-E-SUI-VINTI-DI-IERI_132000.php
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Mirko_Tremaglia
[7] https://it.wikipedia.org/wiki/Voto_degli_italiani_residenti_all%27estero
[8] https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_del_ricordo
[9] https://ilmanifesto.it/la-rappresentanza-sociale-ha-cambiato-verso/
[10] Vedi C. Formenti, “La Variante Populista”, Nutrimenti, 2006.