COSA C’È DI NUOVO

DIBATTITO SUL FINE VITA

In questo ultimo scorcio di legislatura molte leggi si sono accumulate nell’aula del Senato. Si va dallo ius soli, alla legge sui vitalizi per i parlamentari, la legge intitolata “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”. Sarebbe così possibile – entro alcuni limiti – esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie, sia direttamente che mediante un proprio fiduciario di decidere sul prolungamento delle cure. Sarebbe possibile rinunciare ad alcune terapie mediche, in particolare alla nutrizione e all’idratazione artificiale. Questa interruzione potrebbe essere ottenuta anche con le cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), un documento nel quale si può indicare a quali terapie si vuole rinunciare e a quali condizioni, nel caso in cui a un certo punto si sia impossibilitati a esprimere la propria opinione. Il paziente può anche chiedere di essere sedato in maniera continua e profonda, in modo da poter morire senza soffrire, in una sorta di coma indotto. L’interruzione delle terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiale, era già stato ottenuto per via giurisprudenziale , ma una volta approvata la legge l’intervento del giudice non sarà più necessario, garantendo una maggiore equità di trattamento dei cittadini.
La legge certamente rappresenta un passo avanti, anche se è permessa ampia libertà al medico di rifiutarsi di seguire le indicazioni del paziente o quelle contenute nelle DAT, con la motivazione che sono state scoperte nuove terapie che potrebbero permettere un miglioramento del paziente di cui lui stesso non era a conoscenza al momento della redazione delle DAT. Un medico può rifiutarsi di interrompere nutrizione o idratazione artificiale anche per motivi descritti in maniera molto generica, che sembrano introdurre la possibilità di un’obiezione di coscienza sul fine vita.
Il provvedimento è sostenuto dal PD insieme alla sinistra (MDP, Sinistra Italiana-Possibile), con l’appoggio del Movimento 5 Stelle. Sono contrari buona parte del centrodestra e del centro (Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare) oltre a numerosi parlamentari cattolici dei diversi partiti. Va ricordato che se la legge venisse approvata con qualche modifica, la legge dovrà ritornare alla Camera e inevitabilmente decadrebbe per la fine della legislatura.
In questa palude ha colpito l’intervento del papa il quale ha dichiarato “Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”.
Si tratta di una dichiarazione conforme al suo ministero che rispecchia l’acquisita consapevolezza del mutare di tutto ciò che ruota introno alla fruizione del tempo vita specialmente nei paesi sviluppati dove le cure si concentrano sulla conservazione del bene vita e interventi e risorse crescono a seconda della disponibilità finanziaria del singolo.
Al di la di ogni considerazione etica sul valore delle cure, sulla malattia sulla solidarietà ciò che comunque lo Stato non può fare è imporre all’individuo le proprie scelte o attraverso un’etica di Stato che non può esistere su tali materie (l’etica di Stato che accettiamo è garantire l’uguaglianza e la libertà dal bisogno) o attraverso il conferimento alla classe medica di un potere di decisione sulla vita degli altri che è contrario ai più elementari diritti di libertà.
Ciò detto rileviamo che di fronte alla malattia e alla morte, di fronte alla sofferenza devono soccorrere la solidarietà ma anche la pietà e il rispetto dell’altro.