OccupyWallStreet: la protesta contro la finanza in US

We are the 99%%! Noi siamo il 99%!
Questo è uno degli slogan principali del movimento straordinario “Occupy Wall Street” (“Occupa Wall Street”) nato a N.Y.C. oltre alcune settimane fa e adesso allargato ad oltre 800 città e comunità negli USA e Canada. Lo slogan “Noi siamo il 99%” significa riconoscere il semplice dato di fatto che il sistema politico ed economico USA non rappresenta la stragrande maggioranza dei cittadini. Rappresenta gli interessi del 1% dei cittadini ai danni del resto del paese e del mondo intero.
Secondo le statistiche ufficiali, negli USA i 400 cittadini più ricchi possiedono la stessa ricchezza dei 180 milioni di altri cittadini, ovvero di metà della popolazione intera. Oggi negli USA cii sono almeno 25 milioni di disoccupati e circa 50 milioni di persone senza l’assicurazione sanitaria. Nel 2010 c’erano ca. 47 milioni di persone sotto il livello ufficiale della povertà ovvero ca. 1 cittadino su 6, di cui oltre 16 milioni di bambini. 20 milioni di questi poveri vivono nella povertà estrema.
Altre fonti invece parlano di numeri molto più alti di quelli governativi. Il Dipartimento dell’Agricoltura mette a 17 milioni i bambini che hanno l’accesso solo limitato o incerto al cibo, di cui ca. 10 milioni sotto l’età di 6 anni. Si stima che circa. un terzo dei cittadini USA abbiano delle difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Milioni di cittadini hanno perso il loro posto di lavoro. Milioni di cittadini hanno perso le loro case perché impossibilitati a fare i pagamenti del mutuo. Gli studenti escono dalle Università con dei prestiti da ripagare che sono paragonabili ai pesanti mutui della casa e senza la prospettiva reale di trovare un posto di lavoro. E adesso c’è la paura diffusa fra i cittadini di un possibile crollo dell’ordine economico e sociale negli USA.
Nello stesso tempo il Governo USA spende migliaia di miliardi di dollari per le forze armate e per continuare guerre, conflitti armati ed occupazioni in Afghanistan, Iraq, Libia, Pakistan, Somalia, Yemen ed altri paesi ancora e spende altre migliaia di miliardi di dollari per sovvenzionare il sistema finanziario e le banche che sono i responsabili dell’attuale crisi.
In questo contesto drammatico di una società capitalista iper-liberista e profondamente malata di militarismo e di ingiustizia sociale, con un sistema politico oligarchico in cui sia il Partito Repubblicano che il Partito Democratico sono controllati dai soldi dalle grandi corporazioni, a partire da quelle finanziarie e dalle banche, in questo contesto una piccola rivista anti. consumistica di nome Adbusters, che esce a Vancouver nel
Canada, ha lanciato l’appello per il movimento che da oltre 3 settimane occupa un parco nella zona di Wall Street a N.Y. tramite una semplice manifesto allegato al numero di luglio della rivista con delle parole di ordine semplicissime: “Occupa Wall Street, 17 settembre, Portate le tende”. Il 17 settembre si sperava nella presenza di
migliaia di manifestanti a Zuccotti Park, rinominato “Liberty Square”, nel cuore del Financial District a Wall Street a Manhattan.
Invece all’inizio c’erano solo poche centinaia di attivisti sociali indipendenti che hanno cominciato a creare un campeggio nel parco accanto a Wall Street nonostante la repressione della polizia di N.Y. Le tende erano vietate dalla polizia e quindi i giovani attivisti hanno dovuto dormire in sacchi a pelo all’aperto nel freddo autunnale di N.Y. Microfoni e megafoni erano proibiti dalla polizia e allora i giovani hanno inventato “il
microfono del popolo” con decine di persone che ripetono ad alta voce ogni frase delle persone che intervengono nelle assemblee generali ogni giorno in maniera che tutti possono sentire.
Dall’inizio i manifestanti sono stati soggetti alla repressione e alla violenza della polizia con arresti di quelli che non rispettavano gli ordini della polizia nel parco e anche fra quelli che manifestavano pacificamente per le strade di Wall Street. E all’inizio l’occupazione è stata quasi completamente ignorata dai mass media USA, i cosiddetti “corporate media” ovvero tutti i principali mass media che sono controllati dalle stesse
corporazioni che controllano il sistema politico ed economico negli USA. Ma il messaggio degli occupanti a Wall Street, rilanciati tramite Facebook, Twitter e altri strumenti della rete sociale con l’utilizzo della nuova tecnologia informatica, hanno colpito l’opinione pubblica negli USA e il movimento ha cominciato a crescere
di giorno in giorno.
Gli occupanti di Liberty Square dichiarano di essere ispirati dalla Primavera araba della Tunisia e dell’Egitto, e in particolare dalla lotta di Piazza Tahrir a Cairo, e dalla lotta popolare in difesa dei sindacati del pubblico impiego in Wisconsin, Ohio, Michigan e in altri stati USA nel corso dell’ultimo anno.
Dal sito internet collegato al movimento www.occupywallst.org si ricorda la famosa citazione di Mahatma Ghandi a proposito degli storici movimenti sociali come quello contro l’occupazione britannica dell’India: “prima vi ignorano, poi vi deridono, poi vi combattono. Poi vincete! (“First they ignore you, then they ridicule you, then they fight
you. Then you win!”).
Infatti all’inizio “OccupyWallStreet” è stato quasi completamente ignorato. Ma man mano che cresceva e con l’aumento della violenza poliziesca è diventato difficile continuare a ignorarlo e quindi i mass media hanno cominciato a deridere gli occupanti di Liberty Square, prendendo in giro i modi di vestirsi e gli stili di vita degli occupanti.
Ma il movimento ha continuato a crescere a N.Y. e a estendersi ad altre città USA e quindi i mass media hanno cominciato a combatterla ferocemente, attaccando le loro idee e proposte. E nello stesso tempo è aumentata la violenza brutale e gratuita dell’apparato repressivo dello Stato.
Tutti il mondo ha visto le immagini della brutalità della polizia newyorkese delle ultime settimane, in particolare durante la repressione del corteo pacifico e non violento del 24 settembre; tutto il mondo ha visto le giovani ragazze inermi rinchiuse in una rete di plastica dalla polizia e gratuitamente spruzzati in faccia con lo spray urticante al peperoncino; tutto il mondo ha visto gli arresti di massa di oltre 700 manifestanti sul Ponte di Brooklyn sabato 1 ottobre, uno dei più grandi arresti di massa della storia USA, dopo una parte del corteo era stata condotta dai poliziotti nelle corsie del traffico e poi in mezzo al ponte bloccata in trappola dalla polizia da davanti e da dietro, con manifestanti trascinati fuori dal corteo e arrestato uno per uno e tutto il mondo ha visto le immagini vergognose della ragazzina di 12 anni prima separata dalla madre che è stata trascinata via in manette dalla polizia e poi anche lei arrestata e ammanettata con le mani dietro alla schiena; e tutto il mondo ha visto le scene del 5 ottobre con i manifestanti picchiati selvaggiamente dagli uomini in blu, spruzzati con lo spray al peperoncino e arrestati di fronte ai palazzi di Wall Street durante la massiccia
manifestazione di decine di migliaia di lavoratori organizzata dai principali sindacati newyorkesi in solidarietà con gli occupanti di Liberty Square.
I corporate mass media e l’apparato repressivo dello Stato stanno intensificando i loro tentativi di combatterlo ma ciò nonostante il movimento continua a crescere a N.Y. e in tutti gli USA e in Canada.
Il movimento ha già raggiunto dei successi enormi. In un paese dove finora qualsiasi critica del sistema capitalista era tabù, in un paese dove il movimento populista razzista, reazionaria e neoliberista del Tea Party aveva monopolizzato tutto il discorso politico da più di un anno, con il sostegno di gran parte dei corporate mass media, adesso i temi e i contenuti del movimento OccupyWallStreet sono entrati in scena e hanno trovato una incredibile risonanza finora impensabile nell’opinione pubblica USA e anche all’estero. Si tratta di un movimento spartiacque in crescita e in evoluzione continua e la politica USA non sarà più lo stesso.
Lo stesso Presidente Barack Obama, certamente lontano da essere un punto di riferimento per le forze progressiste negli USA e nel mondo, all’inizio di ottobre in una Conferenza stampa alla Casa Bianca è stato costretto a riconoscere la nuova realtà politica rappresentata dal movimento OccupyWallStreet, dichiarando: “E’ la voce degli americani frustrati dal funzionamento delle strutture economiche e finanziarie di questo paese”.
L’occupazione a Wall Street ha messo insieme una coalizione imponente di forze progressiste. A N.Y. come nel resto del paese le forze che lavorano quotidianamente per la giustizia sociale, per i diritti degli immigrati e dei lavoratori, contro le guerre USA e la pena di morte, e per la difesa dell’ambiente, ricevono attenzione e forza dalla loro identificazione con il nuovo fenomeno nazionale del movimento OccupyWallStreet
mentre nello stesso tempo il movimento a Wall Street viene legittimato e rafforzato dal riconoscimento e dal sostegno dall’universo di forze progressiste a N.Y. e in oltre 200 altre città degli USA in una dinamica sinergia che si impone ogni giorno di più sul discorso politico negli USA.
Gli occupanti sono sostenuti anche dalle diverse organizzazioni contro le guerre USA, anche quelle dei veterani militari contro le guerre USA. Domenica 2 ottobre è arrivato anche un gruppo di Marines per offrire la propria protezione agli occupanti, rilasciando una dichiarazione per dire “Abbiamo combattuto per l’America, non per Wall Street”.
Partecipano al movimento di occupazione anche le organizzazioni a sostegno dei diritti degli immigrati e sempre più attivisti delle comunità afroamericane ed ispaniche di N.Y. Il movimento sindacale a N.Y. (p.e. trasporto pubblico, insegnanti, infermieri) e anche a livello nazionale (AFL-CIO), ha dichiarato il suo sostegno per l’occupazione e il 5 ottobre ha organizzato una grande manifestazione sindacale di 30.000 lavoratori in
corteo da Foley Square fino a Wall Street in solidarietà con l’occupazione.
Chi sono le centinaia di attivisti che occupano da oltre 3 settimane il parco accanto a Wall Street, dormendo ogni notte all’aperto nel freddo autunnale di New York?
La grande maggioranza sono giovani ventenni e trentenni. La comunità degli occupanti è molto internazionale, una comunità globale multirazziale e multietnica con tanti accenti diversi presenti fra i tanti giovani nati all’estero o arrivati di recente negli USA. Gli osservatori sono stati colpiti dalla disciplina, dalla determinazione e dal senso di comunità degli occupanti, dalla loro generosità e disponibilità verso chi arriva nel
parco. Questi giovani fanno parte di quella che viene chiamata “la generazione persa” dagli economisti e dai sociologi ma la verità è che fanno parte di un movimento globale giovanile in lotta per un altro mondo possibile di giustizia sociale e di libertà.
Anche il modo di agire di questi giovani è diverso dal solito. Il movimento di occupazione a Wall Street propone un nuovo modello di attivismo e un nuovo modello radicale di democrazia orizzontale che funziona in un modo in qualche maniera simile al modo di funzionare di Internet. Invece di prima elaborare delle richieste, poi organizzarsi e infine protestare, gli occupanti a Wall Street hanno fatto al contrario. Prima hanno cominciato a protestare e manifestare, poi tramite le loro assemblee generali ogni giorno hanno cominciato ad organizzarsi e poi alla fine hanno cominciato ad elaborare un programma di lotta. Il movimento si basa sulla pratica della non violenza e non ci sono dei leaders, una realtà che crea dei problemi per la polizia e le altre forze repressive dello Stato.
In Liberty Square gli occupanti hanno creato un vero e proprio villaggio. Quando si arriva c’è un punto informazioni per accogliere le persone. C’è un “centro media” con dei computer sotto degli ombrelloni e dei ragazzi che diffondono in tempo reale le notizie tramite i social network. C’è una cucina e una dispensa che distribuiscono gratis il cibo donato dai tanti sostenitori in tutto il paese. Ci sono anche una infermeria e una
libreria oltre allo spazio dormitorio.
Per avere maggiori informazioni, si può visitare il sito collegato al movimento: www.occupywallst.org dove si possono trovare informazioni anche sui movimenti di occupazione e di lotta organizzati in più di 200 altre città solo negli USA. Si può leggere anche il primo documento approvato dall’Asemblea generale del movimento a N.Y. il 29 settembre.
Infine, dopo essere stato ignorato e poi deriso e adesso combattuto, è impossibile sapere se vincerà secondo la formula di Gandhi. E’ impossibile fare delle previsioni adesso anche perchè la crisi è globale e quindi anche il movimento deve diventare internazionale se ci sarà qualche speranza di vittoria delle forze progressiste nel mondo.
Quindi il modo migliore per aiutare il movimento negli USA e nel resto del mondo e di costruire un forte movimento di resistenza nel proprio paese.
Come dicono sul sito del movimento OccupyWallStreet a N.Y. “è solo l’inizio.”

John Gilbert
segretario FLC – Università Firenze