OSSERVATORIO ECONOMICO

serie II, n. 4, aprile 2010

Contratti – Esiste un disegno dietro al folklore padano ad uso degli istinti belluini
vellicati dalla Lega Nord. Il neo “Governatore” della Regione Veneto, Luca Zaia, propone, in nome del federalismo, il “Contratto Regionale d’Attività” (Il sole 24 ore, n° 109, mercoledì 21 marzo 2010, p. 10). In concreto, il federalismo comporta immediatamente il ripristino delle gabbie salariali: “Il lavoro dovrà produrre un reddito adeguato al costo della vita del Veneto”. Ma la vita a Venezia costa quanto a Montebelluna ed a Cortina D’Ampezzo quanto a Chioggia? Ed allora a quando i contratti comunali?
Nucleare 1° – La lobby nucleare, dopo anni di afasia, rialza la testa. Già da qualche
anno era cominciato il lavorio. Si è iniziato a parlare di “nucleare sicuro di IV generazione”, che al momento è al di là da venire, e per l’intanto si mettono sul mercato
i ferri vecchi invenduti. Anche Obama “l’innovatore” rilancia il nucleare civile, quando da
anni, molti anni, negli Stati Uniti d’America non si ordinava più alcuna nuova centrale.
Stephen Tindale (Il sole 24 ore, n° 115, martedì 27 marzo 2010, p. 5) in un intervento
dal titolo significativo (Tecnologia-ponte in attesa del boom delle rinnovabili) lancia una
tesi ardita. Fare il nucleare ora per arginare il global warming previsto dall’IPCC, in attesa che le tecnologie rinnovabili risolvano definitivamente il problema delle emissioni dei gas serra. Sull’IPCC e sui suoi errori si possono vedere le note in questo “Osservatorio” del febbraio 2010. Ciò che appare incredibile è l’ipotizzare una fase di transizione per una tecnologia che ha dei tempi di esecuzione più che decennale e le centrali in costruzione nel mondo sono meno di una cinquantina, una goccia nel mare dei consumi energetici.
Nucleare 2° – È affascinante osservare come i “chierici” del nucleare giochino coi
numeri per sostenere l’economicità delle chilowattora da uranio. Alessandro Clerici
presenta una tabella di raffronto tutta da interpretare (Il sole 24 ore, n° 105, sabato 17
marzo 2010, p. 24).

capitale combustibile altri costi €/MWh
Gas 10-19 40-110 4-6 64-154
Carbone 16,5-26,5 16,48 9-13 60,5-125,5
Nucleare 36,5-53,5 4,5-9 7,5-14 48,5-76,5
Ccs* 28-45 22-64 10-14 62-126
Eolico 66-101 10-20 76-121
Fotovoltaico 206-408 20-40 224-520
Solare termico 197-374 15-30 212-404

* CO2 Capture and Storage (cattura e stoccaggio della CO2)

La tabella è costruita con il metodo WACC (Weighted average cost of capital, costi in
media pesata di capitale). E veniamo ai problemi, visto che, così posta la tabella,
l’energia elettrica da nucleare risulterebbe la più conveniente e quella da fonti
rinnovabili di gran lunga la più svantaggiosa.
a. Prima colonna. La colonna è costruita come rapporto tra i costi di costruzione e le
ore di utilizzo. Per le centrali nucleari viene assunto un costo per kW installato di 2500-
3000 €, del tutto corretto. L’ammortamento del capitale viene calcolato su 40 anni e il
tempo di costruzione in 6 anni. Ne discende un periodo di funzionamento di 34 anni,
realistico solo assumendo alti rischi perché mediamente un reattore può funzionare dai
venti ai trenta anni, poi diventa pericolosamente inquinato e le strutture di controllo
poco affidabili. Rientreremmo nei termini di funzionamento, calcolando un tempo di
costruzione di oltre dieci anni, molto più attendibile, visto che la prima EPR in costruzione ha richiesto un intervallo di realizzazione di 13-14 anni. Ma se questo ragionamento rimette a posto il calcolo dell’ammortamento solleva un altro problema che incide notevolmente sui costi e non viene calcolato la distanza eccessiva tra il primo investimento e l’inizio della produzione. Il problema è anche un altro. Il funzionamento di una centrale è calcolato all’intorno do 8000 ore annue, cioè in pratica quasi 24 ore su 24 per 365 giorni. In realtà le ore medie di funzionamento delle centrali nucleari in Francia è di 6600 e la pur breve esperienza italiana ha dato risultati decisamente più bassi. Ciò, ovviamente, alza i costi per Mwh. C’è ancora altro da considerare: le centrali nucleari, causa tecnologia, hanno un funzionamento piatto, cioè producono egualmente notte e giorno indipendentemente dal carico di rete richiesto. Questo costringe la Francia, unica nazione ad aver fatto una scelta sbilanciata tutta sul nucleare, a vendere l’energia in eccesso accumulata nei periodo di bassa richiesta ad altri paesi (Italia) sotto costo e ciò costituisce una perdita economica che nella tabella non viene contabilizzata. Esisterebbe un’alternativa: accumulare l’energia prodotta in surplus in un altro sistema produttivo (ad es. bacini di pompaggio), il che permette di riutilizzarla, ma alza ancora i costi.
Quello che sconcerta sono i dati relativi alle fonti rinnovabili. Come si vede, il
fotovoltaico ha un costo capitale elevatissimo derivante da un costo di produzione
compreso tra i 2.700 ed i 5.000 € ed un tasso di utilizzo compreso tra le 1.000 e le 1.400 ore. Esperienze recenti, in Giappone ed in Spagna, forniscono dati molti lontani da quelli indicati: costo di costruzione tra i 600 ed i 700 € e media di utilizzo oltre le 1.500 ore, il che abbassa il costo del Mwh prodotto dai previsti 206 – 480 € a 47 €.

(continua)
chiuso il 28 aprile 2010
saverio craparo