Bergoglio: anche la mamma a volte è maiala, detto fiorentino. Quindi non è sacra

Il dibattito apertosi sulla legittimità e i limiti della satira con i fatti di Parigi, dopo i primi unanimi pronunciamenti per la libertà di pensiero (e di satira), ha visto schierarsi Jorge Mario Bergoglio il quale ha dichiarato candidamente, con fare naïf, nel volo che lo portava verso il Sri Lanka, che se gli offendono la mamma lui è spinto a rispondere “istintivamente” con un pugno. Il tutto è stato presentato come un’uscita differente, mentre invece è semplicemente coerente con la politica praticata nei secoli dalla Chiesa.

Niente di strano, in fondo: i cattolici hanno teorizzato la guerra giusta e praticato quella santa. Furono loro, con alla testa i papi, a inventare le crociate per andare a procurare un regno in Oriente ai figli cadetti dei regnanti europei, con la scusa di liberare il santo sepolcro!

Ma storia a parte, Bergoglio dimentica che le reazioni non sono solo istinto, ma frutto di educazione, in questo caso alla libertà. Alla libertà e al libero arbitrio di ognuno appartiene infatti il buon gusto nelle vignette e nella satira ed esso non può trovare un limite nella suscettibilità di ognuno, nemmeno quando si tratta di Dio …o della mamma.

Forse Bergoglio si stupirebbe passeggiando per la Toscana, sentendo qualcuno gridare ad un altro La tu mamma maiala! e vedendo che nessuno si sognerebbe di rispondere con un pugno.

Che vuole signor Bergoglio, è una questione di civiltà millenaria e di educazione all’irriverenza, nella convinzione che non ci sia niente di sacro, al punto da non poterci ridere sopra, perché proprio la coscienza della nostra natura mortale ci da la capacità di ridere anche di Dio.