
Da oltre 1 anno e mezzo si combatte una ferocissima guerra ai confini della cosiddetta Unione Europea. Una guerra di cui non si sa nulla, se non quello che trapela da una propaganda serratissima. Le decine di corrispondenti sul posto non sono in grado di raccontare alcunché e se, per puro caso, nei media ufficiali, qualcuno prova a portare ragionamenti un po’ più articolati, viene praticamente considerato un fesso.
Vi è da dire che, in realtà, anche questo tipo di approccio pare oggi molto più sfumato. Non che il sistema informativo abbia fatto in qualche modo ammenda delle castronerie sparate in tutti questi mesi. Semplicemente i toni sono diversi. Le notizie sul conflitto appaiono più sfumate, non si aprono più i telegiornali sull’Ucraina, anche se prosegue l’abitudine di indicare nomi e cognomi dei civili morti. Abitudine curiosa ed inedita se si pensa che delle migliaia di morti in Palestina nulla si conosce (e poi se la sono anche cercata, questi selvaggi). Non sappiamo i nominativi dei 500.000 bambini lasciati morire per l’embargo in Iraq e del Vietnam ci raccontano da decenni dei traumi del povero soldato americano, che dei 3 milioni di morti vietnamiti non vale la pena accennare.
Ma è intuibile lo straniamento dei commentatori nostrani, i quali, come sempre accade, sono assai più genuflessi verso il padrone, di quanto lo siano i giornalisti che stanno al centro dell’Impero. Proprio da lì, dai giornali dei capi, provengono le notizie più attendibili, i ragionamenti più realistici sul conflitto. E proprio da lì è arrivata in questi giorni la notizia che la strage al mercato nel Donbass, che tanto scalpore fece sui nostri TG, è stato commessa dagli Ucraini (https://www.nytimes.com/2023/09/18/world/europe/ukraine-missile-kostiantynivka-market.html).
Ad occhio era evidente che i russi, cattivi e dementi per definizione, secondo una divisione del mondo degna di Walt Disney, non avessero bombardato il Donbass, visto che si tratta proprio delle terre che la stesa Russia si è annessa dopo decenni di conflitto interetnico. Ma questa notiziola i nostri l’hanno appena accennata. Mi pare giusto. Del resto da un sistema informativo che manda in onda videogiochi spacciandoli per guerra vera (https://www.rollingstone.it/politica/il-tg2-ha-scambiato-la-clip-di-un-videogioco-per-una-pioggia-di-missilisull’ucraina/619321/) non è che ci sia da aspettarsi molto.
In questi ultimi anni si sono lanciati strali contro le “fake-news” e questi strali son partiti dalla stampa italiana con un coraggio degno davvero di altre cause, visto che i nostri sono davvero campioni di notizie false, scopertamente propagandistiche ad un livello sconosciuto perfino ai tempi della guerra fredda. Che la gente normale finisca per credere ad improbabili complotti è dovuto sommariamente ad un sistema informativo che ha perduto ogni credibilità.
Ma torniamo alla guerra. Della quale in queste pagine ci siamo occupati spesso. E ci torniamo da un punto di vista meramente strategico, di basso profilo. Innanzitutto, i morti? Non si sa il numero, ognuno dice la sua e ogni Stato censura i propri. Ma, anche qui, la verità oggettiva piano piano emerge e, tra i “si mormora” e i “si dice”, sembra esplicitarsi una carneficina degna della prima guerra mondiale. Centinaia di migliaia di vite sacrificate senza alcun senso. Si dirà che la Russia di Putin è particolarmente feroce ed ha iniziato lei la guerra. Assolutamente vero. Ma in quanto a ferocia quella
Russia “ragiona” (e figuriamoci quanto a noi possa stare sul gozzo un tale ragionamento) come ogni altra potenza esistente sulla terra ed è assai probabile che il conflitto non sarebbe mai iniziato se le altre potenze, in primis gli USA, con il braccio armato (ma pagato dalla UE) della NATO, non avessero forzato la mano per la conquista di una egemonia in vista dello scontro strategico con la Cina.
A noi stanno poco simpatici tutti, ma è curioso (ma non c’è molto da ridere) che si possa pensare che una potenza nucleare come la Russia potesse permettere un avanzamento della NATO fino alle porte di casa. La risposta è “ma i paesi hanno scelto liberamente”. A parte che questa è una baggianata da Bar Sport, ma anche se fosse, quel “liberamente” riguarda casomai chi ha aderito ad un’alleanza armata (non alla bocciofila di Voghera) non certo gli Stati confinanti che non fanno parte della dicitura NATO/OTAN. Altrimenti domani il Messico potrebbe entrare nella “via della Seta” (da cui
per ordine USA siamo cretinamente usciti) e dire che vi ha aderito liberamente. Gli Usa sarebbero contentissimi. Via, ma di cosa stiamo parlando?
Ma parlavamo dei morti. Una caterva. Ma nessuno sa chi siano (eccetto, appunto, i civili che ogni tanto cadono vittime solo di missili russi). Adesso, da mesi, si narra di una controffensiva che “va a rilento”. Nel linguaggio militare questo vuol dire semplicemente che quella controffensiva è fallita, esattamente come Il Corriere della Sera, nel luglio del
1943 titolava in merito all’invasione della Sicilia.
Probabilmente gli Usa si stanno stancando, hanno speso una montagna di soldi, l’alleato è poco affidabile (e pure improvvido). Ma , si sa, gli alleati Usa, da Batista a Noriega, passando per Saddam, lo Scià, e i Curdi, in genere non fanno una bella fine.
Quello che nessuno riesce ad ammettere è che quella guerra non può terminare con la sconfitta della Russia. Vero, gli Usa nel 1975 fuggirono a gambe levate dal Vietnam, ma era dall’altra parte del mondo. L’Ucraina no. Davvero si può pensare che dopo tutti questi morti (e un capovolgimento strutturale dell’economia mondiale) Putin, o chi per lui, arriva e dice “va bene abbiamo sbagliato facciamo pace, prendetevi Crimea e Donbass e amici come prima”?
In questo contesto l’UE, come abbiamo già detto, avrebbe avuto praterie enormi, proponendo conferenze di pace (che, ricordo, erano iniziate quasi subito, salvo che chi vi ha partecipato da parte Ucraina è stato eliminato fisicamente) e conquistano una legittimità e credibilità enorme- Nel suo “piccolo” questo lo sta facendo Recep Tayyip Erdoğan che, dopo il fallito colpo di Stato, è diventato un potente ago della bilancia, componente della Nato e “custode” di centinaia di migliaia di profughi. Strano, ai TG non lo chiamano più “dittatore”.
Senza dimenticare che siamo di fronte ad una potenza nucleare. Noi siamo tutti sicuri che nessuno userà l’arma atomica.
Ma loro lo sanno?
Andrea Bellucci