Cosa c’è di nuovo…

Complice la crisi libica, e il Presidente della Repubblica il ducetto di Rignano sull’Arno ha aggiunto una ulteriore gemma alla sua corona: ha emanato il 10 febbraio un decreto – subito secretato – con il quale si attribuisce il potere di comando di corpi speciali del Dipartimento per la sicurezza Dis (coordina i due servizi di intelligence) ponendosi al vertice della “catena di comando” per operazioni di “gravi crisi all’estero” a cominciare dalla Libia e tutto ciò senza che il Parlamento italiano sia stato informato e coinvolto nella decisione.
Il Dpcm si compone di cinque articoli: innanzi tutto i militari sono sottratti al comando dei loro superiori e dello stesso ministro della Difesa. «Il Presidente del Consiglio, in presenza di situazioni di gravi crisi all’estero che richiedano provvedimenti eccezionali, avvalendosi del Dis, può autorizzare l’Aise ad adottare misure di contrasto e di intelligence anche con la collaborazione tecnica e operativa della forze speciali della Difesa».
Un altro passo verso il potenziamento dei poteri dell’esecutivo che ora si arroga il diritto di violare senza alcun controllo l’art. 11 della Costituzione il quale prevede: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
Il coinvolgimento nell’operazione del Presidente della Repubblica fa emergere, al di la dei sussurri, le sue tendenze bonapartiste, in stretta continuità con l’ex Presudente della Repubblica che sembra destinato a essere superato nelle ripetute violazioni della Costituzione.