Che c’è di nuovo – Arieccoli

Sotto la spinta francese l’Unione Europea si appresta ad inserire tra le fonti energetiche green, il gas naturale ed il nucleare. Ciò, da solo, può farci capire quanto suoni falsa la propaganda melensa scatenata negli ultimi anni sulla transizione ecologica. Perché. si badi bene, non si tratta qui di adottare queste fonti come necessarie per una transizione “ecosostenibile” di non breve periodo, ma proprio di classificarle sic et simpliciter come fonti già di per sé rispettose dell’ambiente. La Francia, si sa, ha nel secolo scorso effettuato una scelta dissennata: puntare su una generale elettrificazione dei consumi e amplificare al massimo la produzione di energia elettrica da fonte nucleare, entrambi i due corni del problema si sono rivelati fallaci. Per prima cosa occorre ricordare che l’energia elettrica è molto versatile, ma anche energeticamente molto costosa, ma quella di fonte nucleare lo è di più e scarsamente modulabile. La miopia di questa strategia sta rivelando tutte le sue nefaste conseguenze: il parco delle centrali nucleare francesi è ormai vetusto e molte di esse sono spesso ferme per manutenzione; è così che tempo fa il paese si è visto costretto ad importare energia elettrica e che in questi giorni la chiusura contemporanea di 15 centrali agita lo spettro del blackout elettrico. Ma la Francia ha fatto investimenti enormi nel nucleare e cerca di recuperare, almeno in parte, le risorse profuse nel tempo. Molte di esse sono andate sprecate in progetti tanto faraonici quanto sbagliati; basti ricordare la costruzione del più potente reattore veloce mai realizzato: il Super-Phénix di Creys-Malville da 1200MWe, la cui produzione di energia elettrica è stata risibile rispetto all’investimento profuso e che poi è stato rapidamente dismesso per i troppi problemi irrisolvibili che si sono presentati durante l’esercizio.
L’ambizione francese è quella di vendere ad altri le proprie filiere tecnologiche e far dichiarare ambientalmente compatibile l’energia nucleare rientra in questa esigenza; per questo ha accettato il compromesso di inserire tra le fonti energetiche green anche il gas naturale, ma entrambe le fonti presentano non pochi problemi.
Il gas naturale viene indicato come fonte di compromesso per transitare a fonti meno inquinanti nel medio periodo e per sostituire nel frattempo il carbone, indicato come il nemico pubblico numero uno. Il carbone, infatti, apporta nell’atmosfera molti inquinanti, alcuni dei quali altamente pericolosi per la salute; addirittura, si è sostenuto che una centrale elettrica a carbone sia radioattivamente più dannosa di una centrale nucleare; in realtà i componenti radioattivi emessi dalle ceneri di carbone bruciate decadono rapidamente e sono radiotossici solo se inalati; nulla a che vedere con i rifiuti tossici a lunghissima vita media di una centrale nucleare. Le centrali a carbone emettono alche metalli pesanti, come il mercurio, molto nocivo per la salute umana (morbo di Minamata). Il gas naturale è una scelta meno problematica, ma il risparmio di anidride carbonica immessa in atmosfera non è poi molto rilevante (3,05 tonnellate di CO2 per una tonnellata di metano, contro le 3,26 per una tonnellata di carbone). Se si aggiunge che i metalli pesanti possono essere abbattuti (ovviamente aumentando i costi), si può vedere che l’utilizzo del gas è preferibile a quello del carbone, ma questa non è una soluzione salvifica per il cosiddetto “riscaldamento globale”.
Ma se l’inserimento del gas naturale tra le fonti energetiche “verdi” solleva non poche perplessità quella dell’energia nucleare è un vero scandalo, che trae la sua origine, come detto, dalle esigenze francesi, ma che trova orecchie attente in potentati economici locali e anche in quello che dovrebbe pur essere il “Ministro per la transizione ecologica” dell’attuale Governo italiano. Sull’evoluzione della tecnologia nucleare successiva all’ultimo referendum tenuto in Italia è opportuno tornare in un approfondimento specifico; quello che c’è da dire subito che essa presenta ancora problemi irrisolti. I tedeschi che si sono inizialmente opposti all’assimilazione del nucleare tra le fonti energetiche verdi, ne sottolineano la pericolosità, ma ammettono che non produce CO2; questo è vero solo nel processo di produzione di energia elettrica in una centrale, ma l’uranio deve essere estratto dalle rocce in cui si trova (spesso una parte su mille) e il suo reperimento è altamente nocivo e produce molta
anidride carbonica. I propagandisti dell’energia nucleare puntano su tre novità: i reattori sicuri di IV generazione, i minireattori (SMR) e la fusione nucleare. I primi non esistono ancora; i secondi sono stati finora utilizzati nelle navi e nei sommergibili e cominciano ad essere utilizzati in Cina (recentemente è entrato in funzione il primo ACP-100 da 200MWe), ma è per lo meno dubbio che essi presentino minori inconvenienti di quelli di taglia maggiore: per la terza, anche in questo caso la Cina fa da battistrada, ed il 6 gennaio ha tenuto un plasma confinato a circa 70 milioni di gradi per oltre 17 minuti (reattore Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST), un record, ma la strada per lo sfruttamento industriale dell’energia nucleare da fusione di nuclei leggeri è ancora molto lunga.