CONTRATTO DI SVENDITA

Il contratto sottoscritto da Lega e 5stelle mostra i suoi limiti e rivela la sua fragilità. Le parti cercano di forzarlo, sotto la spinta dei diversi interessi dei quali come risorsa ideologica del sono espressione e lo strumento rivela così tutti i limiti della sua efficacia. I sottoscrittori fanno finta di non sapere che non esiste nulla di più incerto di un contratto, poiché esso scaturisce dai rapporti di forza tra le parti oltre che dall’interesse, e pertanto è di volta in volta soggetto all’interpretazione.

Se si guarda alle cose fatte dal Governo fin dal suo insediamento si vede che si tratta più di parole che di fatti. O almeno che mentre la Lega ha portato a casa alcuni provvedimenti-vetrina i 5Stelle hanno la gerla decisamente vuota. Il decreto, cosiddetto sicurezza, ha il solo effetto di violare la Costituzione e i diritti umani, come ha affermato all’unanimità il Consiglio Superiore della Magistratura. Il provvedimento pone in una situazione d’illegalità migliaia di persone residenti in Italia, distrugge ogni esperienza d’integrazione abolendo gli Sprar, chiudendo le classi per l’insegnamento di italiano nei CPIA e ha il fine dichiarato di espellere i migranti presenti in Italia, operazione impossibile se non nell’arco di decenni, rendendone impossibile la vita (vedi art. 21 del decreto che vieta l’ingresso dei migranti nei pronto soccorso). I suoi effetti sono perciò quelli di creare uno stato perenne di illegalità, finalizzato a giustificare leggi come quelle sul porto (e uso) di armi, di seminare odio nella società e tra le fasce più povere e deboli dei residenti in Italia, siano essi cittadini o stranieri. Da questa situazione la Lega mira a ricavare costante alimento per mantenere le posizioni di potere acquisite e gestire la società dal punto di vista economico e sociale. Il programma leghista è chiaro e va da una riduzione delle tasse per i più abbienti, al controllo delle leve economiche del Paese, pilotando le nomine dei boiardi di Stato e alleandosi con i centri di controllo della finanza e dell’imprenditoria. In materia di rapporti sociali essa promuove la regressione della società in chiave sovranista, attraverso le politiche familiari, la lotta all’aborto e contro l’uguaglianza di genere (politiche del ministro Fontana), al divorzio (ddl Pillon), e di clericalizzazione della società e dei valori, alla negazione dei diritti individuali.
I 5Stelle pensano di soddisfare il loro elettorato attraverso le politiche del lavoro e si sciacquano la bocca con il cosiddetto decreto dignità che dopo tanti annunci ha cambiato ben poco del job act, che andava semplicemente soppresso. Di reintroduzione dell’art. 18 manco a parlarne! Il reddito di cittadinanza è di la da venire e i correttivi alla Fornero sostenuti da ambedue i contraenti del contratto sono di fatto una truffa, in quanto consentono l’uscita dal lavoro ma con riduzione della pensione.
Come politiche sociali e del lavoro una frana!
In più si aggiunga la pantomima sul decreto Genova con l’introduzione del condono per Ischia e il condono fiscale più o meno mascherato, più o meno aperto agli speculatori e agli evasori fiscali. Si spaccia come una vittoria la riduzione vitalizi agli ex parlamentari, ma malgrado ciò il bilancio è “deludente assai”, per dirlo nel gergo di Gigino di Maio come direbbero nel napoletano.
La vera forza del Governo sono le opposizioni inesistenti che guaiscono appena, mentre, a dire il vero, quella di destra prepara le piazze a sostenere la Lega dopo che avrà mollato i 5 Stelle; e tutto questo con il sostegno degli idioti del PD. Ne abbiamo avuto le prove in occasione della manifestazione romana contro la Raggi e di quella di Torino, ambedue organizzate da buone signore alle quali mancava solo una cosa: la padella da percuotere, nelle migliori tradizioni sud americane.
Per questa via il carrozzone del PD, il nucleo duro dei fedelissimi che votano il partito sia che a dirigerlo ci sia il diavolo o la madonna, resta ancora al guado, mentre il campione di Rignano prepara al scissione, costituendo i Comitati Civici che furono già di Gedda, attingendo alle sue non negate radici democristiane.

Il contratto e il Paese

Intanto il Governo vara una manovra a intensità variabile. Si ipotizza una crescita irrealistica, si lavora a debito, riservandosi di giocare sulla data di entrata in vigore delle misure predisposte con il variare dei conti e della disponibilità e intanto si fa campagna elettorale per le europee, scegliendosi nemici impresentabili (da Moscovici a Junker) artefici di grandi speculazioni finanziarie, per canalizzare il voto degli italiani alle europee e illudendosi su una futura alleanza con gli altri Stati controllati dai sovranisti, i quali coerentemente fanno i loro interessi. Intanto i mercati sembrano stare a guardare punendo il governo con uno spread sui 300 (una punizione blanda) per compensare il sostegno dato agli Stati Uniti sul piano internazionale nel minare l’edificio europeo: un gioco pericoloso di equilibrismo che da un momento all’altro può concludersi con un disastro. Né le cose vanno meglio in politica internazionale, dopo il sostanziale fallimento della conferenza di Palermo sulla Libia. A giudicare dalla lite creata sui termovalorizzatori sembrano in corso prove tecniche di rottura: la Lega si prepara a passare all’incasso, denunciando il contratto.
Quella che emerge è l’incapacità politica dei 5 Stelle: a proposito della TAP ci voleva molto a spostare la stazione di pompaggio da Melegnano a Brindisi per rendere “digeribile” l’opera. ? E, davvero, il Governo su il TAV, invece di fare chiacchiere non può attraverso l’ineffabile Ministro delle infrastrutture diffondere e rendere pubblici i limiti strutturali del progetto, documentando lo stato effettivo dei lavori, fornendo una corretta informazione? E davvero il Ministro dell’ambiente Costa non può spiegare la differenza tra termovalorizzatori e impianti di trattamento dell’umido che mancano ovunque e che costringono a stoccare quanto viene raccolto? Del Governo Renzi si disse che non seppe informare, dimenticando che le decisioni adottate erano perverse nel merito, ma questo Governo manca nella sua componente 5 stelle non solo di capacità d’informazione e di buon senso, ma anche di abilità tecniche e professionali: una banda di sprovveduti incapaci!
L’errore della gran parte degli elettori è stato quello di averli votati per disperazione, illudendosi di poter cavare il sangue dalle rape.

Contro la delega e per l’azione diretta

Quello che sta succedendo dimostra che la soluzione dei problemi non viene e non può venire dalle urne e che il vecchio slogan “lo Stato si abbatte, non si cambia” rimane profondamente vero. E non avendo la forza di abbatterlo si aprono spazi di contro potere, si creano gestioni del territorio mobilitando coloro che lo abitano e spingendoli a prendere in mano la loro vita e i loro interessi. Che cosa è Stata la Gestione del comune di Riace se non uno spazio di contro potere? Che cosa è una mobilitazione di quartiere, un centro sociale, una fabbrica occupata una lotta sindacale.
Uno dei pochi ad averlo capito è l’attuale ministro degli interni il quale non si occupa né di mafia né di camorra né di ‘drangheta, ma dedica tutte le sue forze e le sue energie a combattere i migranti, i centri sociali, le esperienze autogestite e alternative di integrazione e gestione sociale presenti sul territorio e frutto della lotta di classe.
Nel farlo non risparmia strumenti e utilizza cinicamente omicidi e stupri, adotta il disaggio sociale e lo fa proprio, anzi lo acuisce, distruggendo ogni luogo di aggregazione, alleandosi con i fascisti sul territorio e scatenando un attacco concentrico all’autonomia di classe. Sa di poter vincere perché le difese sono deboli e i riformisti stanno ben attenti ad opporsi, consapevoli che l’attuale ministro degli interni sta facendo il lavoro sporco anche per loro.
Dimenticano che una volta sconfitta l’autonomia di classe la destra al potere passerà anche a loro, liquidandoli come una massa di idioti incapaci di collocarsi nello scontro di classe in atto. Si perché la lotta di classe c’è, è ben viva, ed è quella che i padroni fanno ai proletari, non facendo distinzioni tra italiani e immigrati, e picchiando duro.
E la stanno vincendo!

La Redazione